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Come riconoscere l’abbigliamento di qualità

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Siamo circondati da stoffe di vario genere e dagli abiti più disparati, come si fa dunque a capire davvero quando tra le mani ci si presenta un capo d’abbigliamento di qualità e quando invece ciò che abbiamo di fronte non è che un mero pezzo di tessuto scadente e mal cucito?

Non è sempre così facile accorgersene, eppure esistono delle linee guida che, una volta apprese, ci aiuteranno a non commettere più errori.

Le tipologie di abbigliamento

Esistono molte tipologie di abiti, tuttavia possiamo racchiuderle tutte in tre grandi macrocategorie qualitative che sono semplicemente: alta, media e bassa. Quest’ultima si contraddistingue da tessuti impiegati nella realizzazione degli abiti di scarsa qualità, prodotti non certificati, manodopera non competente e, anzi, spesso oggetto di pesanti critiche rivolte allo sfruttamento dei lavoratori e delle lavoratrici.

La fascia alta, al contrario, propone abbigliamento di qualità con tessuti appositamente selezionati, certificazioni sui prodotti e manodopera preparata, con esperienza nel settore. People of Shibuya ne è un portavoce e lo si può notare ammirando per esempio il capospalla della linea maschile HOKKAIDO, caratterizzata da linee classiche, interno trapuntato con isolante termico “Thermore” e spacco centrale posteriore con bottoni a pressione nascosti. Naturalmente queste sono solo alcune delle qualità che questo trench possiede oltre alla sua linea minimale dal design intramontabile.

La seconda categoria invece, quella media, è un mix tra le due menzionate precedentemente. Fanno parte di questa categoria gli abiti che per esempio hanno tessuti che posseggono già una certa qualità, ma che ancora non presentano l’eccellenza della manodopera di sarti esperti e competenti.

Basso, medio e alto possono essere anche i prezzi legati alle categorie. Naturalmente se si usano prodotti scadenti e se non si pagha adeguatamente la manodopera, i prezzi saranno molto bassi, così come è naturale che utilizzando prodotti di qualità e lavoratori capaci ed esperti con uno stipendio adeguato, il prezzo salga.

Prezzo alto è sinonimo di abbigliamento di qualità dunque?

No. O meglio, non sempre. Capita a volte che entri in gioco un altro fattore: il marchio o brand.

Ebbene sì, il marchio si paga, spesso si paga anche molto caro e, nonostante ciò, non sempre la qualità è davvero così ottima. Molte persone infatti sono tratte in inganno da questo, quindi bisogna starci attenti.

Caratteristiche dell’abbigliamento di qualità

Passiamo quindi a valutare cosa effettivamente può aiutare un potenziale compratore a valutare al meglio il capo d’abbigliamento che si troverà di fronte in un negozio.

La prima cosa da verificare sono le cuciture. Queste ultime dovranno essere ordinate, non ci dovranno essere sfilacciature o fili penzolanti. I punti dovranno essere regolari, equidistanti e numericamente sufficienti per garantire la solidità dell’abbigliamento di qualità. La cosa migliore per verificare che ci siano i requisiti necessari per quanto riguarda la parte delle cuciture è di verificare all’interno dell’indumento. Solitamente se i vestiario in questione è di media qualità potrebbe presentare difetti internamente, mentre invece se è di bassa qualità, c’è la probabilità che anche esternamente ci siano errori evidenti. L’abbigliamento di alta qualità invece non presenta difetti nelle cuciture, ma anzi, denota un’attenta cura al dettaglio.

Un’altra cosa da valutare è l’etichetta interna. Ogni abito ne possiede una e più quest’ultima è chiara e comprensibile, più è probabile che l’abbigliamento sia di qualità. Sull’etichetta deve esserci riportato la composizione del capo, quindi di che tessuto è composto, la provenienza dell’articolo e le istruzioni di lavaggio. Facciamo attenzione anche a quest’ultimo aspetto poiché spesso può rivelarci molto sull’indumento che stiamo per acquistare. Per esempio, se un abito è composto da materiale resistente e che normalmente potrebbe essere lavato ad alte temperature, ma sull’etichetta c’è scritto di lavare il capo a mano o a temperatura bassa, potrebbe voler dire che il colorante impiegato per tingere il tessuto sia di cattiva qualità e quindi che potrebbe scolorire, rischiando di rovinare altri abiti e addirittura in alcuni casi di recare irritazioni cutanee alle pelli sensibili.

Un terzo fattore da tenere in considerazione sono senza dubbio i dettagli. L’abbigliamento di qualità sarà rifinito e studiato per essere performante e comodo, senza mai rinunciare all’estetica ovviamente. Un classico esempio è la felpa della collezione femminile RAN con le sue tasche esterne a filetto con zip nascosta, costina sul fondo, polsi anti peeling con bordo in contrasto e logo gommato sulla manica sinistra glossy effect.

È inoltre possibile valutare le certificazioni legate al capo per avere un ulteriore garanzia che l’abbigliamento sia di qualità. Solitamente poi, anche il Made in Italy è considerato sinonimo di pregio, non solo in Italia ma anche all’estero. Le aziende quali People of Shibuya, producendo in Italia, donano dunque un ulteriore riprova della qualità dei prodotti che creano.